Incontro e visita guidata alla mostra "La Spina. Dall'Agro Vaticano a Via della Conciliazione"

A cura di Laura Petacco
#educaRoma
Il filo conduttore della mostra La Spina. Dall’Agro Vaticano a Via della Conciliazione è la Spina nel doppio significato di toponimo derivante dalla forma allungata dell’isolato rinascimentale, oggi scomparso, e di “corpo estraneo” che, con le demolizioni, di fatto è stato estratto dal tessuto connettivo della città. Reperti archeologici, opere d‘arte, frammenti di affreschi staccati, vedute a stampa, dipinti e fotografie, sono organizzati in tre grandi sezioni: Prima della Spina; la Spina dei Borghi; Cavare la "Spina" a San Pietro.
Didascalia immagine: Panoramica della Spina dei Borghi, della piazza e della basilica di San Pietro,1930. Da negativo su lastra in vetro. Roma, Aeronautica Militare, Fototeca storica (inv. 560-30392)
La demolizione della Spina dei Borghi e l’apertura di via della Conciliazione hanno lasciato una traccia tangibile nella Roma moderna del superamento del dissidio tra Stato e Chiesa, grazie ai Patti Lateranensi, modificando la visuale del Vaticano anche sotto il profilo simbolico. Nell’anno in cui gli occhi di tutti sono puntati su San Pietro e tanti pellegrini attraversano via della Conciliazione, la mostra promossa dalla Sovrintendenza Capitolina e curata da Laura Petacco e Claudio Parisi Presicce propone un viaggio a ritroso nel tempo, nei luoghi che conducono alla Basilica di San Pietro, raccontandone le profonde trasformazioni dall’antichità fino al Giubileo del 1950, anno in cui ne venne completato l'arredo urbano.
Laura Petacco, Curatore archeologo presso i Musei Capitolini, si occupa dello studio, ricostruzione e valorizzazione dei materiali archeologici e dei contesti di provenienza. Durante il Dottorato e il Post Dottorato di ricerca ha potuto approfondire le tematiche connesse all'analisi e allo studio del paesaggio antico. Le esperienze formative e professionali la hanno portata ad occuparsi di ricerche di topografia antica assimilando sia le metodiche tradizionali che le più moderne tecnologie applicate alla redazione di carte archeologiche.
Ha presentato relazioni a convegni nazionali e internazionali e realizzato diverse pubblicazioni su riviste scientifiche incentrate, per lo più, su due tematiche: le nuove tecnologie applicate allo studio e alla valorizzazione dei beni culturali e la topografia antica con particolare riguardo al mondo romano.
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