Tra rappresentazione oggettiva e intento celebrativo: un itinerario dal Medioevo all’età barocca attraverso i ritratti dipinti e scolpiti delle collezioni capitoline

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10/10/2014 - 30/06/2015
Local Musei Capitolini

Visita didattica per la scuola secondaria (I e II grado).

Descrizione e svolgimento del percorso
L’itinerario inizia dalla Sala del Medioevo. Dopo una breve introduzione sulla definizione e la nascita del ritratto nell’arte verrà illustrata la statua onoraria di Carlo d’Angiò, Senatore di Roma. Realizzata nella seconda metà del Duecento da Arnolfo di Cambio e proveniente dalla Chiesa dell’Aracoeli, la scultura rivela caratteri della statuaria celebrativa e aspetti più realistici (esaltati da una ricca policromia originaria), e costituisce un importante esempio di riscoperta del ritratto antico nel Medioevo, dopo la produzione scultorea coeva a Federico II di Svevia.
Passando successivamente nel Salone degli Orazi e Curiazi il discorso si focalizzerà sul tema del ritratto celebrativo in età barocca (1630/1640), attraverso la lettura dei due monumenti ai Papi del periodo, Urbano VIII Barberini (statua in marmo di Gianlorenzo Bernini e aiuti) e Innocenzo X Pamphili (statua in bronzo di Alessandro Algardi).
Infine, salendo nella Pinacoteca, si potranno conoscere i principali dipinti di ritratti e autoritratti del Cinquecento e Seicento, scoprendo l’importanza dei simboli nascosti negli oggetti che figurano accanto al protagonista (attributi); le diverse committenze, laiche ed ecclesiastiche, e il modo di rappresentazione, più o meno oggettivo, tipico dell’autore.
Tra i molti ritratti presenti si illustreranno in particolare le pregevoli opere di artisti italiani e stranieri del Cinquecento e Seicento: Lorenzo Lotto, Girolamo Savoldo, Pietro da Cortona, Anton Van Dyck, Bartolomeo Passerotti, Giovanni Bellini, Diego Velàzquez, Pierre Subleyras.
Finalità didattica
Offrire un approccio d’insieme al Palazzo dei Conservatori. Far conoscere il genere artistico del ritratto in scultura e pittura. Insegnare a leggere l’iconografia di un’opera, apportatrice di significati profondi sull’identità, attraverso la decodificazione di oggetti simbolici. Distinguere una rappresentazione oggettiva da una celebrativa, facendo attenzione anche al diverso taglio spaziale del ritratto.

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